CMT 10012
OTELLO secondo CARMELO BENE
Articolo uscito sulla pagina n.7 del giornale IL MESSAGGERO il 23 gennaio 1979
Ogni volta che Carmelo Bene si avvicina Shakespeare. si è tentati di riaprire il discorso del
rapporto tra noi e i classici, radicalmente scosso da quella che sembra non tanto una
rivoluzione del gusto, quanto una mutazione del senso della storia.
Si è anche tentati di affermarlo questo rapporto, cercando l'aspetto che l'autore ha preso per
esaltarlo come essenziale e per soddisfare un qualche specioso pregiudizio estetico o
ideologico. Sono molti oggi in Italia, i registi che pretendono di rinnovare un "classico" quando
invece semplicemente lo forzano entro schemi arbitrari, sottoponendosi ad artifici di
messinscena. Carmelo Bene non è tra questi. Al suo terzo o quarto?! incontro con
Shakespeare, egli sopraggiunge a raccontarci uno Shakespeare affatto particolare anzi
straordinario, uno Shakespeare........."
Questo è ciò che scriveva entusiasticamente un giornalista, a proposito della prima teatrale
assoluta dell'Otello interpretato da Carmelo Bene. Anche in questo lavoro teatrale che definiva
"degenere", definizione peraltro usata per tutti i suoi lavori, le parti dialogate che si svolgevano
sotto forma di monologo, erano la parte più preponderante del lavoro e determinavano la
perdita inevitabile del senso del discorso. Infatti nelle sue performance, Carmelo Bene, a volte,
si accollava anche la parte femminile, e per questo motivo è sempre stato accusato dalle
femministe di maltrattamenti verso le donne di teatro. Lui dal canto suo, fornendo l'esempio
dell'Otello, senza scomporsi minimamente rispondeva che quello: "era il suo più grande
omaggio fatto alla donna, in quanto "assente". Comunque a smentire questa sua asserzione, si
diceva che il suo letto fosse sempre pieno di donne e forse, erano le stesse donne che lo
contestavano.
I brani musicali originali che accompagnano magistralmente le scene dell'Otello, sono stati
composti e diretti da un grande Maestro: Luigi Zito, scomparso di recente, molto conosciuto
nell'ambito musicale ma sconosciuto dal grande pubblico, le quali, creando quel certo pathos,
coinvolgono lo spettatore nelle particolari atmosfere che fanno parte del dramma
shakeaspeariano. Il M° Zito, ha curato musicalmente, buona parte dei lavori teatrali e televisivi
di Carmelo Bene come "Romeo e Giulietta" del 1976, "Riccardo III - secondo Carmelo Bene"
del 1981, ecc.
A BEAUTIFUL SYMPHONIC PERIOD SCORE
Bene was our Italian Shakespeare: he played Shakespeare all his life (such as Hamlet or
Richard III); he studied Shakespeare, not to represent his poetics or poetry in the same way the
others did, but to focus on his theatrical vision.Shakespeare is always considered as a sacred
monument by actors and critics and this means his works can't be modified following different
logic than academy traditions; according to Bene's theory, this is a wrong perspective because
it doesn't follow the idea of theatre Shakespeare had practiced. He theorized Shakespeare as a
modern model of 'actor-author': someone who writes and performs his dramas, always ready
and able to revolt against the written text in order to express all the oral and physical forces
which can happen clearly during the performance.It also means the actor is more important
than the playwright.He was a complete Director: he directed and played his works, very close
for style and features to main aspects of underground performances aesthetics.
LUIGI ZITO:
TRACKS: 18
LENGTH: 43’42’’
YEAR: 1979
FORMAT CD
PRICE: EUR 17,95